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Il
Trapianto di Pancreas e di Isole nei Pazienti Diabetici
Premessa
Il diabete mellito è una malattia cronica dovuta a carenza assoluta
o relativa di insulina, associata a gradi variabili di resistenza all'azione
dell'insulina da parte dei tessuti periferici, e caratterizzata da alterazioni
del metabolismo glucidico, lipidico e proteico.
Si tratta di una sindrome eterogenea, comprendente varie forme cliniche,
di cui le più frequenti sono il diabete Tipo 1, e il diabete Tipo
2, che da soli rappresentano oltre il 90% di tutti i casi. Nel diabete
Tipo 1, per motivi non ancora del tutto chiariti, la carenza di insulina
è dovuta alla distruzione autoimmune delle cellule beta delle isole
di Langerhans.
Nel diabete Tipo 2 sono presenti, e talora prevalgono, fenomeni di resistenza
dei tessuti all'azione dell'insulina.
La prevalenza (numero di persone che hanno il diabete in percentuale sulla
popolazione totale) e l'incidenza (numero di nuovi casi per anno in rapporto
alla popolazione totale) del diabete variano notevolmente in rapporto
alla zona geografica considerata. In Italia si ritiene che, complessivamente,
il numero dei pazienti diabetici sia circa 2.000.000. E' inoltre da sottolineare
che, in base alle previsioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità,
il numero dei pazienti diabetici appare destinato ad un continuo e rapido
aumento.
La malattia ha un impatto socio-sanitario di estrema rilevanza non solo
per questa sua notevole diffusione, ma anche perchè gravata da
complicanze acute (coma ipoglicemico e iperglicemico) e croniche (con
danni a carico di occhi, reni, sistema nervoso, apparato cardiocircolatorio)
che sono purtroppo ancora molto frequenti, spesso invalidanti, e non di
rado direttamente causa di morte.
Da quanto detto ne consegue che gli obbiettivi principali della terapia
del diabete dovranno essere non solo l'eliminazione dei sintomi dovuti
all'iperglicemia, ma anche la prevenzione dell'insorgenza delle complicanze
croniche della malattia. Da questo punto di vista, mentre è ormai
definitivamente appurato che quanto migliore è il controllo metabolico,
tanto maggiore sarà la probabilità di evitare o almeno rallentare
lo sviluppo di retinopatia, nefropatia, neuropatia e macroangiopatia,
è altrettanto ben dimostrato che l'ottimizzazione del controllo
comporta una aumentata frequenza di ipoglicemie (evento questo che ha
non solo ripercussioni negative a livello psicologico per il paziente,
ma che può condurre anche a morte). Per questo la ricerca biomedica
sta sviluppando, e in parte applicando, terapie e trattamenti auspicabilmente
capaci di migliorare il controllo metabolico, limitando altresì
il rischio di ipoglicemie.
Si inseriscono in questo ambito approcci terapeutici che sembrano essere
in grado di ripristinare il normale feed-back tra i livelli circolanti
di glucosio (e altri metaboliti) da un lato, e la secrezione insulinica
dall'altro. Ci si riferisce, da questo punto di vista, essenzialmente
al trapianto di pancreas endocrino (Figura 1),
che può avvenire o come trapianto dell'organo intero, o come trapianto
della sola componente endocrina (le isole di Langerhans).
Il trapianto di
pancreas
Il primo trapianto di pancreas fu eseguito per la prima volta a metà
degli anni '60 negli Stati Uniti. Da allora migliaia di pazienti diabetici,
in tutto il mondo, hanno usufruito di tale procedura (Figura
2). La maggioranza di tali pazienti ha ricevuto, oltre al pancreas,
anche un rene (trapianto combinato rene-pancreas) per la concomitante
presenza di insufficienza renale terminale (Figura
3). In tali pazienti, ovviamente, il trapianto combinato di rene-pancreas
risolve contemporaneamente il problema metabolico e quello renale.
Le tecniche operatorie per il trapianto del pancreas sono andate incontro,
negli anni, a progressivo e rapido miglioramento. Al momento attuale,
la procedura che consente di ottenere i migliori risultati consiste nella
preparazione del pancreas totale con un segmento del duodeno. Quest'ultimo
viene anastomizzato con l'intestino oppure con la vescica, così
da drenare la secrezione esocrina, mentre le anastomosi vascolari vengono
eseguite tra i vasi del pancreas e i vasi portali o iliaci del ricevente.
Negli ultimi tempi, il miglioramento delle tecniche chirurgiche, appena
discusso, e della terapia immunosoppressiva (con l'introduzione di farmaci
sempre più efficaci e sempre meno gravati di effetti collaterali)
ha reso possibile il trapianto del solo pancreas, da effettuarsi in pazienti
senza alterazioni marcate della funzione renale.
Il trapianto di isole pancreatiche
Rispetto al trapianto di pancreas in toto, il trapianto di isole di Langerhans
potrebbe offrire alcuni vantaggi, tra i quali la semplicità della
tecnica di impianto, la quasi assenza di rischi peri-operatori per il
paziente, e la possibilità, già dimostrata in modelli sperimentali,
di ridurre l'immunogenicità delle isole mediante manipolazioni
pre-intervento (ad esempio incapsulando, mediante particolari membrane,
le isole per evitarne, o almeno ritardarne, l'aggressione da parte del
sistema immunitario del ricevente - immunoisolamento -).
La messa a punto di metodiche per la preparazione di isole di Langerhans
umane purificate e vitali ha consentito l'inizio di studi clinici, finalizzati
a verificare la possibilità di utilizzare, appunto, il trapianto
di insule nel trattamento di pazienti diabetici. Nella maggioranza dei
casi, le isole sono state trapiantate in pazienti che necessitavano anche
di un trapianto di rene, o che erano già portatori di un rene trapiantato.
Purtroppo i risultati ottenuti, pur incoraggianti, non sono paragonabili
a quelli del trapianto di pancreas. L'analisi dei dati disponibili mostra
che, quando siano state attuate le procedure al meglio delle conoscenze
attuali, a distanza di 1 anno dal trapianto l'insulino indipendenza è
mantenuta in meno del 10% dei pazienti.
Recentemente, risultati particolarmente positivi sono stati ottenuti dal
gruppo canadese di Edmonton trapiantando isole pancreatiche in un piccolo
gruppo di pazienti diabetici senza problemi renali, e ciò, se confermato
in altri centri e in casistiche più numerose, potrebbe aprire nuove
prospettive in questo ambito.
La nostra esperienza
Presso l'Azienda Ospedaliera Pisana e l'Università di Pisa è
in corso una vivace attività nell'ambito della trapiantologia per
i pazienti diabetici. In considerazione della complessità delle
problematiche pertinenti, in parte esposte in precedenza, è ovvio
che tale progetto si è potuto attivare solo grazie alla partecipazione
convinta di competenze professionali varie, e nell'ottica di una programmazione
regionale particolarmente attenta alla tematica dei trapianti d'organo.
Numerosi pazienti, provenienti da tutte le Regioni italiane, sono stati
valutati per verificare la possibilità dell'opzione trapiantologia,
sia per quanto riguarda l'opzione di trapianto combinato di rene-pancreas
(Figura 4), sia per l'opzione che prevede
il trapianto di pancreas isolato (Figura 5).
Prima dell'inserimento in lista attiva vengono eseguiti approfonditi esami
clinici, i cui dettagli sono disponibili su richiesta.
Dal marzo 1996 al 31 dicembre 2001 sono stati eseguiti, nel complesso,
66 trapianti (Figura 6). Le caratteristiche
cliniche dei pazienti trapiantati sono riportate nella Figura
7.
I risultati ottenuti finora appaiono oltremodo soddisfacenti, sia per
quanto riguarda la sopravvivenza dei pazienti, sia per quanto riguarda
la sopravvivenza del pancreas e del rene trapiantati (Figura
8). Nei pazienti che ricevono il trapianto combinato di rene-pancreas
si osserva, oltre alla normalizzazione dell'equilibrio glicometabolico
(Figura 9), un significativo miglioramento
dei parametri lipidici (Figura 10) e dei valori
pressori (Figura 11) con conseguente importante
riduzione dell'uso dei farmaci anti-ipertensivi (Figura
12): si assiste cioè ad un significativo miglioramento dei
principali fattori di rischio per malattia cardiovascolare (non dobbiamo
infatti dimenticare che la malattia cardiovascolare, nel suo insieme,
rappresenta la principale causa di morbilità e morbidità
nei pazienti sottoposti a trapianto d'organo).
In particolare, nei pazienti trapiantati di rene e pancreas prima dell'ingresso
in dialisi, la sopravvivenza dei pazienti, del rene e del pa1ncreas sono
risultati del 100%. Oltremodo incoraggianti appaiono i dati che riguardano
il trapianto di pancreas isolato (Figura 13),
programma questo iniziato alla fine dello scorso anno, e che vede il nostro
Centro, unico in Italia, a proporre ed eseguire (in 10 pazienti fino al
dicembre 2001) tale procedura. I criteri di inclusione (Figura
5) nel programma di pancreas isolato sono simili a quelli del pancreas-rene,
con l'eccezione discriminante che nel pancreas isolato i reni "nativi",
cioè quelli propri del paziente, sono ancora funzionanti.
Anche nei pazienti sottoposti a trapianto isolato di pancreas abbiamo
ottenuto, oltre alla normalizzazione della glicemia, in assenza di terapia
insulinica iniettiva, un significativo miglioramento della qualità
della vita e di numerosi parametri metabolici aggiuntivi, quali il profilo
lipidico (Figura 14), la fibrinogenemia (Figura
15) e i valori pressori (Figura 16).
Recentemente, è stato attivato anche un programma di trapianto
di isole pancreatiche, che viene riservato a chi ha le indicazioni al
trapianto di pancreas isolato, ma che per un qualche motivo non può
ricevere l'organo in toto.
Il nostro Centro, sulla base dei tassi di sopravvivenza e dei risultati
ottenuti nel trapianto di pancreas, isolato o associato a rene, si pone
allo stesso livello dei più importanti centri trapiantologici mondiali.
Il follow-up in corso sta valutando l'effetto del trapianto di pancreas
sulle complicanze croniche del diabete (retinopatia, neuropatia, macroangiopatia)
e sulla spettanza di vita dei nostri pazienti.
Vedi
le diapositive
Per coloro che fossero
interessati a saperne di più, e per tutti coloro che desiderassero
contattarci per un qualunque problema, si forniscono alcuni riferimenti:
dr. Piero Marchetti,
tel 050.995110/103, e-mail marchant@immr.med.unipi.it
dr.ssa Rosa Giannarelli, tel 050.995108/103, e-mail giannaro@immr.med.unipi.it
dr. Alberto Coppelli, tel 050.995108/103
dr. Michele Aragona, tel 050.995108/103
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