Materiale didattico
Classificazione
e diagnosi del diabete mellito
(American Diabetes Association
– World Health Organization, 1997)
Il diabete è una
malattia del metabolismo caratterizzata dalla presenza di iperglicemia
secondaria a difetto della secrezione e/o azione insulinica. L’iperglicemia
cronica del diabete mellito si associa a importanti complicanze
a lungo termine con danno, disfunzione e insufficienza a carico
di vari organi, in particolare il rene, l’occhio, i nervi, il cuore
ed i grossi vasi.
Classificazione
Le modificazioni maggiori apportate alla precedente
classificazione del National Diabetes Data Group (1979) e della
WHO (1980) sono riportate nella tabella 1.
La
nuova classificazione propone di eliminare i termini di “diabete
mellito insulino-dipendente” (IDDM) e “non-insulino-dipendente”
(NIDDM), ma
di conservare i termini di “Tipo 1” e “Tipo 2” (usando
la numerazione araba al posto della romana). La terminologia
IDDM-NIDDM era basata sul trattamento piuttosto che sulla patogenesi
ed era causa di notevole confusione. I soggetti con diabete di qualsiasi
forma possono aver bisogno della terapia insulinica in una qualche
fase della loro malattia (Figura). L’impiego dell’insulina, di per
sé, non permette di classificare il paziente.
Il
diabete Tipo 1 indica il diabete causato principalmente dalla distruzione
delle b-cellule e che può essere associato a chetoacidosi. Tale
forma comprende casi secondari a processi autoimmuni e quelli per
cui l’eziologia della
distruzione b-cellulare è ignota.
Il
diabete Tipo 2 può caratterizzarsi per una predominante insulino-resistenza
con deficit relativo di insulina o per un difetto secretorio dominante
con insulino-resistenza.
Un’ampia varietà di condizioni poco comuni
sono elencate come “altri specifici tipi” (Tabella 1). Tali tipi
consistono soprattutto di forme geneticamente definite di diabete
o di diabete associate ad altre malattie o all’uso di farmaci.
La
classificazione del diabete gestazionale (GDM) rimane immodificata.
Il GDM si riferisce ad una condizione di intolleranza glucidica
insorta durante la gravidanza.
Criteri
diagnostici
Il criterio diagnostico
precedente (glicemia plasmatica >140 mg/dl) mancava di sensibilità;
una significativa percentuale di soggetti in cui la diagnosi avrebbe
dovuto essere effettuata mediante la glicemia alla
2a ora (2hPG) del carico orale con 75 g di glucosio
(OGTT) raramente effettuava tale test, cosicché la diagnosi non
veniva posta. La soglia diagnostica di 200 mg/dl a 2h durante l’OGTT
era basato sul rischio di sviluppare complicanze diabetiche microvascolari.
La nuova soglia scelta per la glicemia a digiuno (FPG) di 126 mg/dl
definirebbe con maggiore precisione il grado di iperglicemia rispetto
al valore di 200 mg/dl alla 2h.
Una
recente rivalutazione di studi di popolazione suggerisce che un
livello di 126 mg/dl correla più strettamente con la glicemia a 2h >=
200 mg/dl e predice meglio lo sviluppo di complicanze microvascolari.
L’abbassamento del livello diagnostico di glicemia da 140 mg/dl
a 126 mg/dl assicura che FPG e 2hPG definiscano un simile grado
di iperglicemia e di
rischio di patologie microvascolari. Inoltre offre la possibilità
di porre la diagnosi di diabete sulla base di un test di facile
disponibilità, come la glicemia a digiuno.
Sebbene
al di sotto della soglia diagnostica per diabete, FPG compresa tra
110 e 126 mg/dl sono da considerarsi alterati; i soggetti con FPG
in tale range devono essere considerati appartenere alla categoria
di “alterata glicemia
a digiuno”(IFG). Pur non avendo un rischio di malattia microvascolare
associato a diabete, tali individui insieme a quelli con “ridotta tolleranza ai carboidrati” (IGT) presentano un rischio di sviluppare
diabete e complicanze cardiovascolari più elevato rispetto alla
popolazione generale.
KeyPoints
-
Il valore della glicemia a digiuno (FPG) per la diagnosi di diabete
è stata portata da 140 a 126 mg/dl.
- Il termine “ridotta tolleranza
ai carboidrati “ (IGT) è conservato, ma ora dipende solo dalla misura
della glicemia alla 2h dopo
carico di 75 g di glucosio per os (2hPG).
- Il termine “alterata glicemia
a digiuno” (IFG) dovrebbe identificare uno stadio intermedio di
alterata omeostasi glucidica.
- Sia IGT che IFG suggeriscono una verifica annuale, di porre attenzione
ai fattori di rischio ed ai cambiamenti dello stile di vita.
- I criteri diagnostici per il diabete e i valori soglia della glicemia
sono riassunti nella Tabella 2 e 3. Tali criteri sono basati su
campioni di plasma.
Screening
del diabete mellito tipo
2
Dal
3% al 5% della popolazione generale adulta è affetta da diabete
di tipo 2 non-diagnosticato. La misura dell’iperglicemia può permettere
di identificare tali individui, e ciò può comportare un significativo
beneficio in quanto molti di essi possono essere o sono a rischio
di complicanze diabetiche che possono essere prevenute.
Lo screening di massa
per il diabete tipo 2 nella popolazione generale non è raccomandato.
Il
controllo del diabete mediante FPG dovrebbe essere eseguito ogni
3 anni nei soggetti oltre i 45 anni di età.
Valutazioni
più frequenti devono essere considerate in soggetti con fattori
di rischio per il diabete addizionali, ad esempio,
-
familiari di primo grado con diabete
-
appartenenti a popolazioni ad alto rischio (ad es. ispanici,
asiatici, ecc.)
-
obesità
-
bassi livelli di colesterolo HDL (<= 35 mg/dl) o elevati
livelli di trigliceridi (> 245mg/dl)
Un
controllo annuale dovrebbe essere effettuato nei soggetti con uno
o più dei seguenti fattori di rischio predittivi (non considerando
i fattori precedenti), come
-
storia di IGT o IFG
-
presenza di complicanze associate al diabete
-
storia di GDM o neonati di peso superiore a 4 Kg
-
ipertensione
-
malattia coronarica
Diagnosi
di diabete gestazionale
Il
diabete gestazionale (GDM) deve essere diagnosticato misurando la
glicemia a digiuno (FPG) e alla 2h di un carico orale di glucosio
di 100 g (eseguito tra la 24a e la 28a settimana
di gestazione). Se si raggiungono o si superano 2 dei seguenti valori,
si può porre diagnosi di GDM.
- FPG
>105 mg/dl
- 1h
>190 mg/dl
- 2h
>165 mg/dl
- 3h
>145 mg/dl
Come
test di screening si usa un carico di 50 g di glucosio per os (Test
di Carpenter). Il test si considera positivo se dopo 1h la glicemia
è >=140
mg/dl.
| Tabella
1 Classificazione
eziologica del diabete mellito
|
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Diabete
Mellito tipo 1
(distruzione delle b-cellule e conseguente deficit insulinico
assoluto)
- Immuno-mediato
-
Idiopatico
|
Diabete
Mellito tipo 2
(variabile da predominante insulino-resistenza e deficit insulinico
relativo a predominante difetto insulinico
secretorio con insulino-resistenza) |
Diabete
mellito gestazionale
(insorge o viene identificato durante la gravidanza) |
|
Altri
tipi specifici
-
Difetti genetici della funzione delle b-cellule (cromosoma
12/HNF-1a, cromosoma 7/glucochinasi, ecc)
- Difetti genetici dell’azione insulinica (leprecaunismo,
diabete lipoatrofico, ecc)
- Patologie del pancreas endocrino (pancreatite, fibrosi cistica,
tumori, ecc.)
- Endocrinopatie (acromegalia, sindrome di Cushing, ecc.)
- Infezioni (rosolia congenita, citomegalovirus, ecc.)
- Forme rare di diabete immuno-mediato (“Stiff-man” syndrome,
anticorpi anti-recettore insulinico)
- Diabete secondario a farmaci o tossici (glucocorticoidi,
tiazidici, ecc.)
- Altre sindromi congenite associate a diabete (Sindrome di
Turner, Porfiria, ecc.)
|

Tabella 2 Diagnosi
di diabete mellito |
|
Il test di conferma
deve essere eseguito una seconda volta (in un giorno differente)
in tutti i casi di assenza di iperglicemia esplicita accompagnata
da scompenso metabolico acuto.Questo
test è basato su determinazioni
di laboratorio del glucosio su plasma venoso.
- Sintomi
di diabete più un valore casuale* di glicemia >=
200 mg/dl
oppure
-
Glicemia a digiuno** >=126
mg/dl
oppure
- Glicemia alla 2h (2hPG) del test da carico orale di glucosio
(OGTT) >=200
mg/dl
|
|
*
I sintomi classici di diabete includono astenia, poliuria,
polidipsia, dimagrimento non motivato. Per casuale si intende
qualsiasi momento del giorno, indipendentemente dalla distanza
dall’ultimo pasto.
** A digiuno si intende a distanza di almeno 8 ore dall’ultima
assunzione di cibo.
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| Tabella 3 Valori
per la diagnosi del diabete e di altre categorie di iperglicemia |
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FPG
mg/dl
|
PG
2h
75g glucosio/os
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| Categoria |
| Diabete
Mellito |
>=126
|
>=200
|
| Ridotta
tolleranza ai carboidrati (IGT) |
<126
|
>=140
e <200
|
| Alterata
glicemia a digiuno (IFG |
>=110
e <126
|
|
| Normale |
<110
|
<140
|
Test
di tolleranza ai carboidrati per via orale (OGTT)
-
I l test di tolleranza ai carboidrati per via orale (OGTT) si usa
principalmente per la diagnosi quando i valori della glicemia sono
dubbi, durante al gravidanza o in studi epidemiologici.
L’OGTT
dovrebbe essere eseguito al mattino dopo almeno 3 giorni di dieta
non
ristretta (contenente almeno 150 g di carboidrati/die) e di normale
attività fisica. Il test deve essere preceduto da un digiuno notturno
di 8-14 ore, durante il quale si può assumere solo acqua. Non è
permesso fumare durante il test. La presenza di fattori che influenza
no l’interpretazione del test dovrebbe essere registrata (ad es.
farmaci, inattività, infezioni, ecc.)
Dopo
la raccolta del campioni basale, il soggetto beve 75g di glucosio
disciolto in 250-300 ml di acqua in un tempo di 5 minuti. Il test
inizia con l’assunzione del glucosio. I campioni sono raccolti dopo
2 ore dal carico.
Se
la misurazione della glicemia (generalmente su plasma) non viene
effettuata immediatamente è consigliabile aggiungere nella provetta
del prelievo potassio fluoruro e centrifugare immediatamente i campioni
per separare il plasma. Il plasma può essere congelato fino a quando
non viene effettuato il dosaggio della glicemia.
Glossario
FPG: glicemia plasmatica a digiuno
GDM: diabete mellito gestazionale
IFG: glicemia alterata a digiuno
IGT: alterata tolleranza ai carboidrati
OGTT: test di tolleranza ai carboidrati per via orale
PG:
glicemia plasmatica
Dott.
R. Miccoli
- Dipartimento di Endocrinologia e Metabolismo - Sezione
Metabolismo - Università di Pisa - Ospedale di Cisanello
rmiccoli@immr.med.unipi.it
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